L'EFFETTO DEL CALDO SUL CERVELLO

L'ondata di calore che negli ultimi giorni ha investito l'Europa è destinata a provocare migliaia di morti in eccesso: l'OMS ha stimato già 1.300 decessi aggiuntivi, un migliaio dei quali soltanto in Francia. Ma c'è una conseguenza più subdola del caldo record, che sfugge alle statistiche ufficiali ma che ha gravi ripercussioni sulla salute pubblica: le temperature eccessive peggiorano la salute mentale. Se in molti avranno già accusato una sensazione di esaurimento cognitivo, con grande fatica a concentrarsi e una forte irritabilità, in chi già soffre di disturbi mentali le ondate di calore così prolungate possono avere conseguenze molto gravi. Vediamo di quali effetti stiamo parlando, e anche perché si verificano. Poiché le ondate di calore sono eventi transitori e non prevedibili con largo anticipo, analizzare il loro impatto sul cervello non è facile. Ci vengono in aiuto alcuni studi condotti su chi col caldo eccessivo ha a che fare per lavoro: quelli che hanno testato le capacità cognitive dei pompieri prima e dopo un addestramento programmato all'interno di edifici in fiamme hanno trovato che, per i Vigili del Fuoco, è più difficile concentrarsi e mantenere alta l'attenzione dopo essere stati esposti al calore, ma che queste doti ritornano come prima dopo 20 minuti di temperature "normali", in cui l'organismo ha potuto raffreddarsi.

Pensiamo però che, per i pompieri, parliamo di una manciata di minuti di esposizione a temperature molto elevate. Non certo di giorni o settimane sotto una cappa di calore, senza la possibilità di riprendersi dal calore neanche di notte.

In che modo le ondate di calore nuocciono al cervello?

Una parziale risposta è legata alla minore socialità.

Con le temperature eccessive si riducono le occasioni di incontro fuori casa, in molti rinunciano all'attività fisica, e diventa difficile dormire bene. Sonno, esercizio fisico e socializzazione sono tre ingredienti essenziali alla salute mentale, e il caldo record pregiudica tutti e tre. Studi su animali suggeriscono che il calore in eccesso interferisca con la chimica del cervello, alterando i livelli di certi neurotrasmettitori, le modalità di comunicazione tra neuroni e i livelli di ossigeno nel cervello. 

I bambini nati nel 2020 avranno nel corso della loro vita esperienza di un numero di ondate di calore sette volte maggiore rispetto ai loro nonni. Allo stesso tempo, però, bambini e ragazzi sono particolarmente vulnerabili agli effetti delle ondate di calore.

L'esposizione a temperature eccessive (troppo calde ma anche troppo fredde) può avere un impatto negativo sullo sviluppo cerebrale e alterare la quantità di sostanza bianca, l'insieme dei prolungamenti dei neuroni che costituisce la rete di comunicazione tra cellule nervose. Non è chiaro quali conseguenze abbia tutto questo per i singoli individui.

 

 

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