Cari genitori,
sappiamo bene che vedere un figlio in difficoltà con una materia scolastica genera preoccupazione. Tuttavia, l’ansia è un “rumore di fondo “che spesso impedisce il vero apprendimento. Prima di essere una lavoratrice che dà ripetizioni, sono anche io una mamma. Conosco bene quel misto di apprensione e desiderio di vederli riuscire; so cosa significa gestire i pomeriggi pesanti, i “non ci riesco”, i “non ce la farò mai” e la stanchezza dopo una giornata di lavoro. Ed è proprio per questo che ho imparato una lezione fondamentale: la calma dei figli passa per la nostra.
1.La materia è solo il campo di gioco
Che si tratti di materie tecniche o umanistiche, la difficoltà spesso non risiede nell’argomento in sé, ma nel metodo e nella fiducia. Nelle mie ore di ripetizione non mi limito a “riempire il vuoto” di conoscenze, ma cerco di ricostruire la loro capacità di credere in sé stessi. Basta anche un semplice trucco che li aiuti a memorizzare un concetto o una formula.
• Il vostro ruolo: non focalizzatevi sulla prestazione immediata. Il voto è un numero, la comprensione è una conquista che richiede i suoi tempi.
2.L’ansia corre più veloce del pensiero
Come accade per la rabbia, anche l’ansia è un’emozione potente che può “mandare in tilt “ il cervello. Se uno studente è preoccupato dalla reazione che ci sarà a casa per un errore la sua capacità di ragionare si riduce sensibilmente.
• Cosa fare: create un “porto sicuro”. Fate capire ai vostri figli che lo spazio dello studio è un luogo dove sbagliare è permesso, perché l’errore è il migliore maestro.
3.Costruire l’autonomia
L’obiettivo delle mie lezioni non è creare uno studente che dipende da me , ma fornire gli strumenti perché possa camminare da solo. Come mamme e papà il nostro compito più difficile è saper aspettare.
• Il consiglio: fidatevi del percorso. L’autonomia cresce meglio nel clima della fiducia che sotto il peso del controllo costante.
4. Il valore del “Respiro”
Ci sono giorni in cui il cervello è semplicemente “pieno” e forzare la mano non serve.
• La strategia: se vedete che la stanchezza prende il sopravvento, suggerite una pausa. Una passeggiata, dieci minuti di musica o una chiaccherata ricaricano la “batteria” cognitiva.
In conclusione: restiamo calmi noi e i nostri ragazzi troveranno la strada.
I grandi risultati si costruiscono un mattone alla volta, con pazienza e una sana gestione del cuore e della mente
Rag. Donatella Grandi
Responsabile amministrativa
Insegnante privata di economia
